Il borgo
Oltre i grandi panorami e le eleganti ville, alla scoperta dell’anima più antica e autentica di Brunate.
L’eleganza della Belle Époque affacciata sul Lago di Como, tra dimore storiche, giardini e architetture sorprendenti.
Camminando per Brunate basta allontanarsi di poco dal nucleo più antico perché il paesaggio costruito cambi profondamente. Le case raccolte attorno a vicoli e corti lasciano progressivamente spazio a giardini, cancellate, terrazze panoramiche e ville dalle forme sorprendenti. È il volto di una Brunate nata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando l’arrivo della funicolare rese il paese facilmente raggiungibile da Como e contribuì a trasformarlo in una delle località di villeggiatura più ricercate.
La nuova borghesia imprenditoriale che sceglieva Brunate per trascorrere l’estate non cercava soltanto aria salubre, quiete e panorami. La villa diventava anche un modo per raccontare se stessi. Architetti e proprietari potevano sperimentare linguaggi molto diversi, combinando liberamente suggestioni medievali e rinascimentali, chalet alpini, torrette panoramiche, logge, ferri battuti, ceramiche, vetrate e decorazioni floreali. È questa libertà compositiva a fare dell’Eclettismo uno dei caratteri più riconoscibili dell’architettura brunatese, all’interno del quale il Liberty introduce nuove linee, motivi vegetali e un gusto decorativo tipico della Belle Époque. Ogni edificio tende così a distinguersi dal vicino, quasi fosse uno “stemma di famiglia”.
Passeggiando per il paese se ne incontrano alcuni esempi particolarmente significativi. Villa Dolara, ultimata nel 1896, rilegge le forme del castello medievale; Villa Cantaluppi Giuliani è invece una delle testimonianze più ricche del Liberty brunatese, con decorazioni in cemento, ferro battuto, vetro, ceramica e pitture sulle facciate. Tra le dimore più spettacolari spicca Villa Pirotta Bonacossa, progettata nel 1902 da Federico Frigerio: una residenza monumentale nella quale Liberty, gusto settecentesco e suggestioni rococò si incontrano in una composizione tanto elaborata da farle guadagnare l’appellativo di “piccola Versailles”. Anche la curiosa Fontana Campari, lungo la centrale via Roma, appartiene a questo immaginario novecentesco di Brunate grazie al suo linguaggio déco e alla sua origine legata alla comunicazione pubblicitaria.
Oggi percorrere le strade di Brunate significa incontrare ville che si susseguono lungo strade in salita, immerse in giardini che aprono improvvisamente scorci verso Como, il lago e le montagne. Torrette e belvedere sembrano cercare continuamente l’orizzonte, mentre dettagli decorativi, cancellate e facciate invitano a rallentare il passo e a guardare con attenzione.
Oltre i grandi panorami e le eleganti ville, alla scoperta dell’anima più antica e autentica di Brunate.
Dal borgo di montagna alla villeggiatura della Belle Époque, un viaggio che ha cambiato la storia di Brunate.
Un monumento luminoso dedicato ad Alessandro Volta, sospeso tra cielo e montagne con una vista spettacolare sul Lago di Como.
Tra alberi secolari, terrazze panoramiche e grotte misteriose, un angolo di natura che custodisce le tracce di Alessandro Volta.