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Parco Marenghi

Io sono tornato a Brunate più volte da adulto, a fare delle scampagnate in compagnia del mio amico Carlo Amoretti, appassionato di grotte e minerali, e del curato del paese. Vi posso assicurare che ai miei tempi qui non c’era un parco, ma era tutto bosco. Il parco lo hanno realizzato ai primi del Novecento ed era così bello da aver dato il nome a un albergo: l’Hotel du Parc. Poi l’hotel è diventato una villa di un imprenditore tessile di Milano, Eugenio Marenghi, e infine nel 1972 lo ha acquistato il Comune di Brunate. Ma io sono affezionato a questo parco perché qui rimane una traccia preziosa delle mie scampagnate con l’Amoretti. Sottoterra c’è una vasca che contiene l’acqua proveniente da una fonte che si trova a oltre un chilometro da qui e che abbiamo scoperto noi. Beh, lui, più che noi. Devo ammettere che, quando si tratta di grotte, la curiosità di Amoretti supera la mia.

Così un giorno di agosto del 1785 ci siamo trovati a camminare qui vicino, sui monti tra Brunate e Blevio, e attraversando un prato lui si è accordo di una corrente d’aria che saliva da sotto i nostri piedi. Scavando un poco abbiamo trovato quello che doveva essere un accesso secondario a una grotta sottostante. Io gli ho tenuto la corda e lui si è calato. Quando è tornato su aveva i piedi bagnati: “C’è un laghetto all’interno della grotta”, esclamò. Quell’acqua fu canalizzata per servire le prime ville costruite a San Maurizio, che è la frazione di Brunate dove ci troviamo ora. E adesso viene utilizzata dalla protezione civile per spegnere gli incendi.